Fin qui tutto bene…

UE: VENDITE RETAIL

I consumatori europei continueranno a spendere tanto quanto i consumatori statunitensi?

05.08

STIPENDI US

Aspettativa di un altro mese di generazione di posti di lavoro, ma le richieste di sussidi di disoccupazione continuano acrescere di 1,5 mln a settimana. Sarà confermata?

07.08

UE: 2Q PIL

Prima lettura sul PIL dell’area dell’euro per il secondo trimestre 2020.

14.08

PMIGLOBALI

I Markit PMI verranno pubblicati per tutte le principali economie. Quanto sarà resistente la ripresa post-riapertura?

21.08

Non c‘è mai stata una reporting season tanto attesa dai partecipanti al mercato, in attesa che le aziende facessero chiarezza su cosa aspettarsi nei prossimi trimestri.

Nell’ultimo trimestre, circa 4 su 5 compagnie hanno dovuto ritrattare le linee guida fornite per il secondo trimestre 2020 a causa della poca prevedibilità sulle vendite e gli utili futuri. In una situazione senza precedenti, con la presenza del lockdown per circa un terzo del trimestre, i modelli di previsione non sono stati d’aiuto obbligando quindi gli analisti azionari a produrre stime approssimative dei risultati delle compagnie. Poiché le aspettative di guadagno per le azioni cicliche – le più duramente colpite dal lockdown – erano state ridotte in modo così drammatico, la scommessa sugli utili era abbastanza facile da vincere; per le compagnie che offrono servizi online e/o infrastrutture tecnologiche sono stati invece necessari forti risultati per sostenere aspettative e multipli altissimi.

Con circa 2/3 della earning season conclusa, i risultati sono stati sopra le aspettative a prescinderedal settore di appartenenza.

Le azioni americane hanno conseguito il risultato positivo migliore con l’84% delle compagnie che hanno battuto le aspettative. È la più alta percentuale dal 2008. La sorpresa riguardo gli utili medi è stata del 21,8% superiore alle aspettative, anche questo un record. Questi dati sarebbero da leggere tenendo conto che le aspettative per i Q2 sono state drasticamente ridotte, come discusso sopra: la variazione degli EPS trimestre su trimestre è di -35,7%, il secondo più grande calo dopo quello del Q4 2008.

L’healthcare e l’Information Technology sono stati i settori meglio performanti in termini di utili e vendite, mentre energia e real estate i peggiori. Nel mirino c’erano anche i «pezzi grossi» del S&P500, le azioni tecnologiche; le prime 5 compagnie che lo compongono hanno raggiunto il peso ponderato più alto in assoluto. Microsoft, Apple, Amazon, Facebook e Google tutte con utili ben al di sopra delle aspettative del mercato. Nonostante ciò, il prezzo delle loro azioni non ha reagito così positivamente come i numeri suggerirebbero (ad eccezione di Apple).

Nel resto del mondo, la reporting season è stata comunque positiva, ma i risultati sono inferiori rispetto a quelli americani. In termini di EPS, solo il 56% delle compagnie quotate sull’Eurostoxx 50 e sull’indice Topix sono state in grado di battere le aspettative (contro l’84% dell’America). Dal lato positivo, il declino degli EPS anno su anno è stato rispettivamente del -24% e -16%, contro il -34% dell’America.

In termini di vendite, il 61% dell’area euro ha battuto le aspettative, contro il 54% per il Topix e il 67% per S&P500. Il declino del volume delle vendite anno su anno però è stato più pronunciato in UE (-28%) e in Giappone (-20%) rispetto agli USA (-10%). Questo fenomeno può essere spiegato dal fatto che gli indici non americani abbiano una maggiore esposizione ai settori ciclici che sono stati quelli più colpiti dal lockdown.

Fino ad ora, i risultati sembrerebbero abbastanza buoni da evitare una contrazione del mercato a breve termine, grazie anche al sentiment bullish del mercato.

Se le aspettative per questo quarto erano in generale molto basse, quelle per il prossimo futuro dovrebbero essere abbastanza bullish. Secondo Factset (vedi il grafico), le aspettative di EPS per il 2021 raggiungono nuovi livelli massimi da record, leggermente superiori persino agli EPS del 2019 (il record in termini di EPS per il mercatoamericano).

Mai prima d’ora gli EPS sono stati in grado di recuperare i massimi pre-recessione in meno di 3 anni. È anche vero però che governi e banche centrali non hanno mai reagito così fortemente ad un rallentamento economico.

La spesa dei consumatori sarà la chiave per valutare se questo recupero a forma di V sarà possibile o meno. Le richieste di sussidio settimanali in US continuano a rimanere vicine a 1,4 mln a settimana. Per comprendere questo dato, consideriamo che i sussidi settimanali prima del Covid erano meno di 700K a settimana, mentre il livello necessario per prevenire l’aumento del tasso di disoccupazione era di circa 250/300K a settimana. A riguardo, bisogna notare che l’indennità di disoccupazione maggiorata negli Stati Uniti è scaduta a luglio e finora il Congresso non è stato in grado di raggiungere un accordo per un’estensione, mettendo a rischio la spesafutura.

Infine, bisogna anche considerare che se Joe Biden sarà eletto come nuovo Presidente americano (i polls mostrano un vantaggio solido contro Trump), probabilmente aumenterà l’aliquota fiscale sulle società almeno al livello pre-Trump, e questo abbasserebbe gli EPS complessivi di 20$. Al momento questo è minimizzato dai mercati, ma prima o poi potrebbe costituire un altro vento contrario.

Fin qui tutto bene, ma è meglio rimanere vigili.

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