Baratro Fiscale

UE: VENDITE RETAIL

Le vendite retail dell’UE rimarranno forti dopo l’iniziale rimbalzo post riapertura?

03.09

US PAYROLLS

Dopo la fine di alcune misurefiscali a supporto dell’occupazione, l’economia americana continuerà acreare nuovi postidi lavoro?

04.09

MEETING BCE

Dopo il discorso di Powell, anche la BCE «stresserà» il bisogno di una più alta inflazione?

10.09

CPI AMERICANI

Tutti gli occhi saranno puntati sul report dell’inflazione dopo il discorso di Powell.

11.09

La pausa estiva non ha portato nulla di nuovo: mentre i mercati finanziari hanno continuato la loro inarrestabile avanzata, l’economia reale ha continuato a soffrire a seguito della pandemia. I deboli dati macro vengono ignorati a causa della convinzione che banche centrali e governi verranno di nuovo in soccorso.

I Markit PMI in Europa sono scesi fino poco sopra il 50 – il limite che separa l’espansione dalla contrazione. Il rimbalzo verso il 60 all’inizio della riapertura sembra essere svanito velocemente. L’America è stata l’unica eccezione con i PMI che sono saliti per la prima volta significativamente sopra i 50. Questo rimbalzo potrebbe essere spiegato dal fatto che l’America è stata più veloce a mettere in atto i pacchetti di stimoli fiscali a supporto degli individui e delle aziende e, soprattutto, dalla grandezza degli stimoli.

Secondo Harver Analytics, «i pagamenti federali di $3200mld a persone e piccoli business equivalgono a quasi il 15% del reddito personale. Per metterlo in prospettiva, i pagamenti delle tasse personali nel 2019 hanno totalizzato $2200mld, o il 12% del reddito personale. Quindi l’entità dei pagamenti di stimolo inviati dal Congresso alle persone nel secondo trimestre è stata di 1000mld di dollari, più di quanto le persone pagano in tasse durante l’intero anno. […] I salari e gli stipendi del secondo trimestre sono stati pari a $ 8850mld, rispetto ai $ 680mld del primo trimestre. Ciò significa che l’infusione di $ 3200mld di pagamenti alle persone è stata quasi 5 volte superiore all’importo del mancato guadagno a causa della perdita del posto di lavoro, del minor numero di ore lavorate e dei tagli salariali”.

Il grafico mostra la retribuzione totale dei dipendenti pagata dai datori di lavoro (linea blu) mentre la linea gialla include la Pandemic Additional Compensation (PAC), ossia i sussidi straordinari di disoccupazione.

Come è già stato discusso, il forte aumento del reddito disponibile è la ragione principale per cui la spesa dei consumatori e il sentiment sono rimasti a livelli elevati nonostante la perdita di posti di lavoro indotta dal Covid.

Il problema è che i pagamenti straordinari sono terminati alla fine di luglio e d’ora in poi le persone devono vivere esclusivamente con il reddito di lavoro (la linea blu del precedente grafico). Aspettarsi che il comportamento di spesa rimanga invariato non è realistico.

L’altro programma implementato dal governo degli Stati Uniti volto a sostenere le piccole società statunitensi con la condizione di trattenere tutti i dipendenti (il Paycheck Protection Program o PPP) è scaduto alla fine di giugno. Il grafico illustra la variazione percentuale da inizio anno delle piccole imprese aperte a livello nazionale (linea blu) mentre le linee grigie mostrano i singoli stati.

Dopo l’enorme calo durante la pandemia, il numero di aperture di piccole imprese ha iniziato a riprendersi dopo la riapertura, ma ha raggiunto il picco esattamente al punto di scadenza dello stimolo e da allora è incalo.

Non solo i piccoli business stanno soffrendo per la crisi, ma anche le grandi società stanno vivendo difficoltà poiché il numero cumulativo di fallimenti di società con oltre un miliardo di passività è al livello più alto mai registrato e probabilmente entro fine anno supererà il record del 2009 (vedi grafico sotto a sinistra).

La chiusura delle attività porterà a una riduzione dell’occupazione. Ad agosto l’Internal Revenue Service statunitense ha indicato l’aspettativa della riduzione del numero di posti di lavoro dichiarati a fini fiscali del 14% rispetto ai livelli pre-covid (il numero di moduli W-2 dovrebbe diminuire da 266,6 milioni a 229,4 milioni).

La fine del sussidio PAC e la possibilità di un ulteriore incremento del tasso di disoccupazione intaccheranno la capacità finanziaria delle persone di rimborsare i prestiti esistenti. Anche prima del picco fiscale causato dalla scadenza del PAC, i tassi di insolvenza sui prestiti nel 2 ° trimestre erano già saliti alle stelle fino ai massimi del 2009 (vedi grafico sotto a destra).

Infine, alcuni paesi stanno iniziando a suggerire futuri aumenti fiscali per coprire almeno una parte dei crescenti disavanzi di bilancio. Il Regno Unito è stato uno dei primi paesi a parlare apertamente di questa possibilità. Se e quando attuate, queste misure ridurranno ulteriormente il reddito disponibile dei consumatori.

Guardando agli sviluppi macro, quindi, sembra che le misure fiscali straordinarie a sostegno dell’economia siano servite solo a prendere tempo, ma il disagio economico indotto dal coronavirus si farà sentire comunque nei prossimi trimestri. I mercati finanziari, invece, continuano a credere in una ripresa a forma di V con multipli azionari ai massimi storici e rendimenti obbligazionari e spread prossimi ai minimi storici. Ad un certo punto, uno dei due verrà smentito.

Il presente documento è stato redatto da Azimut Capital Management SGR S.p.A. sotto la propria esclusiva responsabilità a scopo informativo.
I dati, le informazioni e le opinioni contenuti non costituiscono e, in nessun caso, possono essere interpretati come un’offerta né un invito né una raccomandazione a effettuare investimenti o disinvestimenti né una sollecitazione all’acquisto, alla vendita, alla sottoscrizione di strumenti finanziari né attività di consulenza finanziaria, legale, fiscale o ricerca in materia di investimenti né come invito o a farne qualsiasi altro utilizzo. Nella redazione del presente documento non sono stati presi in considerazione obiettivi personali di investimento, situazioni e bisogni finanziari dei potenziali destinatari del documento stesso.
E’ necessario che l’investitore concluda un’operazione solo dopo averne compreso la natura e il grado di esposizione ai rischi che esso comporta tramite un’attenta lettura della documentazione di offerta alla quale si rimanda. Per valutare le soluzioni più adatte alle proprie esigenze personali, si consiglia di rivolgersi al proprio consulente.
Azimut Capital Management SGR S.p.A. non assume alcuna responsabilità in merito all’effettiva correttezza dei dati, delle informazioni e delle opinioni contenuti nel presente documento, pertanto, nessuna responsabilità può essere imputata ad Azimut Capital Management SGR S.p.A. per omissioni, imprecisioni, errori eventualmente riscontrabili. I dati, le informazioni e le opinioni contenuti nel presente documento possono provenire, in tutto o in parte, da fonti terze ritenute attendibili di cui, si precisa, non è stata effettuata alcuna verifica da parte di Azimut Capital Management SGR S.p.A. e di cui la stessa non assume responsabilità né diretta né indiretta. Azimut Capital Management SGR S.p.A. si riserva il diritto di apportare ogni modifica del contenuto del documento in ogni momento senza preavviso, senza, tuttavia, assumere obblighi o garanzie di aggiornamento e/o rettifica.
I destinatari del presente messaggio si assumono piena ed assoluta responsabilità per l’utilizzo dei dati, le informazioni e le opinioni contenuti nonché per le scelte di investimento eventualmente effettuate sulla base dello stesso in quanto l’eventuale utilizzo come supporto di scelte di operazioni di investimento non è consentito ed è a completo rischio dell'utente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.